LE NOSTRE IDEE NON MORIRANNO MAI!

Oggi è il 12 Marzo 2017. Quaranta anni fa, le città, le università, i quartieri popolari italiani esplodevano. Io partii la sera dell’11 marzo 1977 da Firenze dove studiavo, lasciai la facoltà occupata e l’albergo di Via dei Calzaioli (cento metri dal Duomo ocupato con gli studenti fuorisede) e con tanti altri da tante altre città andammo a Bologna dove il giorno prima era stato ucciso dai colpi sparati ad altezza d’uomo mentre scappava Francesco Lorusso, uno di noi. Era morto a Bologna, la “grassa” o, se vi piace, “la rossa” e la sua morte fu il punto di svolta di un movimento, quello del ’77, che avrebbe segnato la storia di questo Paese.

Nulla sarebbe rimasto come prima. Per la prima volta soggetti sociali nuovi irrompevano sulla scena politica e nella vita reale del Paese rifiutando le categorie e le strategie con cui i partiti storici e i sindacati avevano fino ad allora interpretata la democrazia.
Prima di tutti contro la strategia del Compromesso Storico che (attraverso l’accordo PCI/DC) puntava a imporre una pacificazione sociale imbrigliando le istanze dei giovani e della società grazie alla consociazione sostenuta dai sindacati storici. Fu un movimento straordinario che usava parole di innovazione e di liberazione e fummo sconfitti. Da una parte la follia delle BR e dei gruppi armati e di quanti teorizzavano la presa del potere con le armi scendendo in piazza con le P38; dall’altra il patto che avrebbe portato presto i partiti storici della sinistra a perdere le ragioni del cambiamento per fare la guardia al bidone. Uno degli slogan con cui sfilavamo nei cortei era “Né con lo stato, né con le BR” ….. Oggi a quaranta anni di distanza ascolto Renzi mentre fa il discorso al lingotto: ripete le parole e usa i contenuti e l’armamentario che usavano i dirigenti di DC e di PCI di allora contro di noi e vedo i provocatori di sempre che a Napoli mettono a ferro e fuoco una strada chiamandolo “antagonismo” … poi si tolgono le felpe nere e spariscono avendo regalato ai guardiani del bidone gli argomenti per criminalizzare il legittimo dissenso e la resistenza democratica. Di quel movimento, avevo 18 anni, insieme alla mia generazione fui uno dei protagonisti e in quella strada in cui è morto Francesco (in Via Mascarella) ci passo ogni volta che posso e mi fermo a ricordare di come è morto Francesco e tanti altri che in quegli anni hanno dato la vita per mano della repressione o in nome dell’idea folle della presa del potere con le armi. Intanto il capitalismo sta vincendo e, per legittimarsi, usa incessantemente strategie che di volta in volta chiama in maniera diversa per ingannarci fidando sulla perdita della memoria e l’inconsapevolezza che ci confonde le menti magari usando gli effetti speciali del “nuovo che avanza”. Ciao Francesco ….. seguimos

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